Perché nel 2026 sempre più persone finiscono tra mutuo bloccato, NASpI e ISCRO

Data: 3 gennaio 2026
Categoria: Burocrazia
Autore: Luca Ferri

Nel 2026 sempre più persone si trovano in una situazione che, fino a pochi anni fa, sembrava rara: mutuo che non si riesce più a pagare, NASpI che non basta o non arriva, ISCRO che sembra l’ultima spiaggia.
Non è una coincidenza e non è nemmeno un problema “individuale”. È un meccanismo che si ripete, con tempi abbastanza prevedibili.

Vediamo cosa succede nel concreto e perché così tante storie diverse finiscono nello stesso punto.


Il primo anello: il reddito che si assottiglia

Quasi sempre tutto parte da qui.
Non da una catastrofe improvvisa, ma da un reddito che scende lentamente.

Può essere:

  • un contratto che non viene rinnovato
  • una riduzione dell’orario
  • un calo di fatturato per una partita IVA
  • costi fissi che aumentano più degli incassi

All’inizio si regge.
Poi si inizia a “tirare”.


Il mutuo: la spesa che non si può comprimere

Molti sottovalutano questo punto.
Il mutuo non è una spesa elastica.

Puoi:

  • tagliare uscite
  • rinviare acquisti
  • stringere su tutto

Ma la rata resta lì, identica ogni mese.

Quando il reddito cala, il mutuo diventa il primo problema strutturale.
Non subito, ma dopo qualche mese.


NASpI: quando arriva, e quando no

Per chi perde il lavoro da dipendente, la NASpI è spesso vista come un paracadute totale.
In realtà è:

  • temporanea
  • più bassa dello stipendio
  • legata a requisiti precisi

Molti scoprono troppo tardi che:

  • l’importo non copre tutte le spese
  • la durata è limitata
  • non risolve problemi già accumulati

La NASpI compra tempo, non risolve il quadro.


Il caso delle partite IVA: qui il vuoto è più netto

Per gli autonomi il passaggio è ancora più brusco.

Quando il lavoro cala:

  • non c’è CIG
  • non c’è NASpI
  • le spese fisse restano

È qui che entra in gioco l’ISCRO, ma spesso non come soluzione immediata.

Molti arrivano all’ISCRO già in difficoltà avanzata.


ISCRO: sostegno tardivo o ultima chance?

L’ISCRO nasce per dare un minimo di respiro alle partite IVA in difficoltà.
Il problema è il tempismo.

Spesso:

  • il calo di reddito è già iniziato da tempo
  • i debiti sono già presenti
  • il mutuo è già in tensione

L’ISCRO può aiutare, ma non ribalta una situazione compromessa.


Il punto comune: il tempo perso all’inizio

C’è un elemento che ritorna in quasi tutte queste storie:
si aspetta troppo.

Si spera che:

  • il lavoro riparta
  • il mercato migliori
  • il prossimo mese vada meglio

Nel frattempo:

  • il mutuo accumula ritardi
  • le tutele arrivano tardi
  • le opzioni si riducono

Perché nel 2026 il fenomeno è più visibile

Nel 2026 tutto questo è più frequente perché:

  • i mutui accesi negli anni precedenti sono più numerosi
  • il costo della vita è cresciuto
  • i redditi sono più instabili
  • il lavoro autonomo è più diffuso ma meno protetto

Non è una crisi improvvisa.
È un effetto a catena.


Cosa succede se non si interviene

Quando non si fa nulla:

  • il mutuo diventa il nodo centrale
  • le tutele diventano insufficienti
  • le scelte si restringono

A quel punto non si parla più di prevenzione, ma di gestione dell’emergenza.


Cosa capire prima che sia tardi

Molti sottovalutano questo passaggio:
capire in che fase si è.

Non tutte le situazioni sono uguali:

  • alcune sono ancora recuperabili
  • altre richiedono decisioni più drastiche

Il problema non è informarsi.
È farlo troppo tardi.


In sintesi

  • Il problema nasce dal reddito che cala, non dal mutuo
  • Il mutuo è la spesa meno flessibile
  • NASpI e ISCRO aiutano, ma non risolvono tutto
  • Il tempo perso all’inizio pesa più del problema stesso
  • Nel 2026 questo schema è sempre più frequente

Capire il meccanismo serve a non subirlo passivamente.

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