Se pensavi che gli autovelox attuali fossero difficili da evitare, il 2026 porterà una sfida tecnologica ancora più complessa per gli automobilisti italiani. Si parla sempre più spesso dell’introduzione dei sistemi Safeguard e Naviguard, dispositivi di nuova generazione che promettono di rendere i controlli sulla velocità e sul comportamento stradale quasi infallibili. Non si tratta solo di “scattare una foto”, ma di una vera e propria analisi intelligente del flusso del traffico.
Molti guidatori sono in ansia: è vero che questi sistemi vedono anche se hai la cintura o se usi il cellulare? Ed è vero che non sono segnalati come quelli vecchi? Vediamo di fare chiarezza tecnica su cosa ci aspetta sulle strade nei prossimi mesi.
1. Naviguard: oltre la semplice velocità
Il sistema Naviguard rappresenta l’evoluzione del classico “Tutor”. Mentre i vecchi sistemi calcolano la velocità media tra due portali fissi, il Naviguard utilizza una tecnologia radar a scansione continua integrata con sensori ambientali.
Cosa significa tecnicamente: Il dispositivo non si limita a misurare la velocità in un punto, ma può seguire il veicolo per centinaia di metri, verificando se ci sono state variazioni brusche (le classiche “frenate” davanti alla telecamera) o se la traiettoria indica una guida distratta. È un sistema pensato per ridurre gli incidenti, ma che inevitabilmente aumenterà la precisione delle sanzioni.
2. Safeguard: la sentinella invisibile
Il Safeguard è invece focalizzato sulla sicurezza attiva all’interno dell’abitacolo e sulle corsie. Grazie a telecamere ad altissima risoluzione e ad algoritmi di Intelligenza Artificiale, questo sistema è in grado di rilevare in tempo reale:
- Il mancato uso delle cinture di sicurezza (anche dei passeggeri posteriori).
- L’utilizzo dello smartphone alla guida, anche se tenuto basso vicino al cambio.
- Il sorpasso su striscia continua o l’occupazione indebita delle corsie di emergenza.
La vera novità è la capacità di operare in qualsiasi condizione di luce, rendendo i controlli notturni efficaci quanto quelli diurni.
3. La questione legale: segnalazione e omologazione
Un punto che genera molta confusione riguarda l’obbligo di segnalazione. La legge italiana è chiara: ogni postazione di controllo deve essere preventivamente segnalata e ben visibile. Tuttavia, i sistemi Safeguard, essendo focalizzati su infrazioni diverse dalla velocità (come il cellulare), potrebbero godere di regole meno rigide per quanto riguarda la distanza dei cartelli.
Inoltre, molti di questi nuovi dispositivi sono ancora in fase di omologazione finale. Questo significa che, almeno nei primi mesi del 2026, potremmo assistere a una pioggia di ricorsi basati sulla precisione dei sensori o sulla corretta taratura periodica degli stessi.
4. Devo preoccuparmi se ho un vecchio rilevatore o un’app?
Molti si chiedono se le classiche app di navigazione o i dispositivi di assistenza alla guida saranno in grado di segnalare questi nuovi sistemi. La risposta è: solo parzialmente. Essendo Naviguard un sistema che può essere spostato o attivato in modalità “nascosta” su pattuglie in movimento, la segnalazione comunitaria potrebbe arrivare in ritardo. Affidarsi ciecamente alla tecnologia per “evitare” il controllo è una strategia che nel 2026 diventerà sempre più rischiosa.
Cosa fare adesso: i consigli
- Aggiorna le tue abitudini: Il cellulare alla guida sarà il bersaglio numero uno dei nuovi Safeguard. Prendi l’abitudine di collegare il Bluetooth prima di partire.
- Controlla la targa: Molti nuovi sistemi sono collegati direttamente al database della Motorizzazione per verificare in tempo reale anche la copertura assicurativa e la revisione.
- Non fidarti della “frenata” last-minute: Con la tecnologia radar a lunga portata, quando vedi l’autovelox Naviguard, lui ha già calcolato la tua velocità da diverse centinaia di metri.
In sintesi
- Naviguard e Safeguard usano l’IA per rilevare non solo la velocità, ma anche l’uso del cellulare e delle cinture.
- La tecnologia radar rende inutili le frenate brusche sotto la telecamera.
- Le sanzioni per l’uso dello smartphone saranno tra le più severe e facili da documentare per le autorità.
- La prevenzione e l’uso di supporti a norma sono l’unica difesa reale.
Disclaimer: Le informazioni qui riportate si basano sulle specifiche tecniche dei dispositivi in fase di test e omologazione per il 2026. L’effettiva entrata in vigore e le modalità di sanzione dipendono dai regolamenti attuativi del Codice della Strada.