Cantiere aperto e Bonus scaduto: La guida definitiva per non perdere i soldi nel 2026

Data: 24 Gennaio 2026 | Categoria: Casa | Autore: Giulia Moretti

Ciao a tutti, qui è Giulia!

Ti svegli una mattina di gennaio, guardi fuori dalla finestra e vedi ancora l’impalcatura che circonda la tua casa. I lavori dovevano finire mesi fa, ma tra ritardi nelle consegne dei materiali, ditte introvabili e qualche intoppo burocratico, il fatidico 31 dicembre 2025 è passato. E con lui, sono scadute o cambiate drasticamente le aliquote dei bonus che avevi pianificato con tanta cura per mesi, forse anni. Molti sottovalutano questo punto, pensando che basti aver iniziato i lavori nel 2025 per “congelare” il diritto al vecchio bonus per sempre. La verità è questa: nel 2026 le regole sono diventate molto più rigide e se il tuo cantiere è ancora un campo di battaglia, devi agire subito per evitare che il sogno della casa nuova si trasformi in un tracollo finanziario.

Se ti è capitato di guardare il portafoglio e sentirti stringere il cuore pensando alle fatture ancora da pagare senza il supporto delle vecchie detrazioni al 50% o al 65%, sappi che è una situazione comune. Ricevo ogni giorno mail di lettori disperati che si sentono “incastrati” tra una ditta che non finisce i lavori e uno Stato che ha chiuso i rubinetti degli incentivi più generosi. Ma non tutto è perduto. In questo lungo viaggio che faremo oggi, vedremo come navigare in queste acque agitate, come gestire i rapporti con le imprese e come salvare il salvabile delle tue detrazioni.

1. Il trauma del calendario: Perché il 1° gennaio 2026 ha cambiato tutto

Fino a poche settimane fa, il panorama dei bonus edilizi era una giungla, certo, ma una giungla rigogliosa dove era possibile recuperare gran parte dell’investimento. Con l’arrivo del 2026, la “stagione dell’oro” dell’edilizia agevolata è terminata ufficialmente. Il legislatore ha deciso di riportare gli incentivi a livelli più sostenibili per le casse dello Stato, ma questo ha lasciato migliaia di famiglie nel limbo.

Il problema principale per chi ha i lavori ancora in corso è il ferreo principio di “cassa”. Per il fisco non conta quando hai firmato il contratto o quando è stato montato il primo ponteggio; conta esclusivamente la data in cui è uscito il bonifico dal tuo conto corrente. Se hai effettuato pagamenti entro il 31 dicembre 2025, hai preso l’ultimo treno per i vecchi bonus. Ogni euro pagato dal 1° gennaio 2026 in poi ricade invece nel nuovo regime, molto meno vantaggioso.

Questo crea un paradosso: lo stesso identico muro, costruito dalla stessa ditta, ti costerà sensibilmente di più se pagato oggi rispetto a quanto ti sarebbe costato solo un mese fa. Capire questa distinzione è il primo passo per ricalcolare il tuo budget familiare ed evitare sorprese quando andrai dal commercialista l’anno prossimo.

2. Analisi del nuovo scenario: Cosa resta dei Bonus nel 2026?

Vediamo nel dettaglio cosa è rimasto sul tavolo. La detrazione base per la ristrutturazione edilizia (quella regolata dall’art. 16-bis del TUIR) è passata dal 50% al 36%. Non solo: il tetto massimo di spesa su cui calcolare questa detrazione è crollato da 96.000 euro a soli 48.000 euro per unità immobiliare.

Cosa significa concretamente? Facciamo un esempio: se devi ancora spendere 60.000 euro per ultimare il tuo appartamento, nel 2025 avresti recuperato 30.000 euro (il 50%). Nel 2026, potrai calcolare la detrazione solo su 48.000 euro, e la percentuale sarà del 36%. Risultato? Recupererai solo 17.280 euro. Parliamo di una perdita netta di quasi 13.000 euro. È un boccone amaro da digerire, lo so, ma è la realtà con cui dobbiamo confrontarci.

Inoltre, molti bonus specifici come il Bonus Verde o il Bonus Facciate sono stati assorbiti dalla detrazione ordinaria o eliminati del tutto se non presentano caratteristiche di alta efficienza energetica. L’unica nota parzialmente positiva riguarda gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, che mantengono alcune tutele, ma con controlli molto più stringenti sulle tipologie di materiali e certificazioni necessarie.

3. La ditta è in ritardo: Come gestire il contenzioso senza bloccare il cantiere

Questa è la situazione che mi viene descritta più spesso: “Giulia, la ditta mi aveva promesso di finire a novembre, invece siamo ancora qui e ora ho perso il bonus al 50%”. Qui la questione si sposta dal piano fiscale a quello contrattuale e umano.

La responsabilità contrattuale

Se nel tuo contratto d’appalto era prevista una data di fine lavori e questa non è stata rispettata per colpa dell’impresa, la ditta è tecnicamente “in mora”. Il danno che stai subendo è quantificabile: è la differenza tra la detrazione che avresti preso e quella che prenderai effettivamente.
Molti sottovalutano questo punto, ma puoi chiedere formalmente alla ditta di farsi carico di questa differenza, magari attraverso uno sconto sull’ultima tranche di pagamenti.

Strategie di negoziazione

Prima di passare alle vie legali (che sono lunghe, costose e bloccano il cantiere per anni), prova la via diplomatica:

  1. Incontro in cantiere: Convocate il titolare della ditta e il vostro Direttore Lavori. Chiedete un cronoprogramma scritto e firmato per la chiusura definitiva.
  2. La “diffida bonaria”: Inviate una PEC riassumendo gli accordi presi e sottolineando il danno economico subito a causa dello slittamento dei termini. Serve a “cristallizzare” la situazione nel caso servisse un domani davanti a un giudice.
  3. Accordo di compensazione: Proponete alla ditta di chiudere il lavoro con un piccolo sconto forfettario che compensi la perdita del bonus. Spesso alle imprese conviene incassare un po’ meno ma subito, piuttosto che rischiare una causa per danni.

4. Il Bonus Mobili 2026: L’ultima opportunità da non sprecare

Se i lavori di ristrutturazione proseguono nel 2026, c’è una piccola ancora di salvezza per chi deve ancora arredare casa. Il Bonus Mobili è ancora attivo, seppur con un tetto di spesa ridimensionato.

La regola fondamentale da ricordare è la “correlazione”. Per poter detrarre l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (almeno di classe A per i forni, E per lavatrici e lavasciuga, F per i frigoriferi), devi aver iniziato i lavori di ristrutturazione prima dell’acquisto dei mobili stessi.
Se il tuo cantiere è iniziato nel 2025, puoi tranquillamente fare acquisti nel 2026 e detrarli, purché tu possa dimostrare che la ristrutturazione è ancora in corso o che non è ancora stata presentata la comunicazione di fine lavori al Comune.

È una situazione comune, ma attenzione alle fatture: devono essere chiare, i pagamenti devono avvenire con carta di credito o bonifico (non necessariamente quello “parlante” in questo caso, ma è caldamente consigliato) e devono riportare il codice fiscale del beneficiario della detrazione.

5. Aspetti legali e documentali: Cosa controllare subito

In una situazione di “cambio regime” fiscale, la burocrazia diventa la tua migliore amica o la tua peggiore nemica. Ecco cosa devi verificare con il tuo geometra o architetto entro questa settimana:

La validità dei titoli abilitativi (CILA, SCIA)

Ogni permesso comunale ha una data di scadenza. Solitamente la CILA non scade, ma la SCIA e il Permesso di Costruire sì (spesso 3 anni dall’inizio lavori). Se il tuo cantiere va molto a rilento, rischi che il titolo scada. In quel caso i lavori diventano abusivi, con conseguenze penali e la perdita totale di qualsiasi incentivo. Assicurati che il tuo tecnico abbia presentato eventuali varianti o proroghe se necessarie.

Il Direttore dei Lavori (DL)

Il DL è il tuo scudo. È lui che deve certificare lo stato di avanzamento dei lavori (SAL). Se la ditta dichiara di aver finito ma non è vero, o se chiede pagamenti per materiali non ancora posati, il DL deve intervenire. Nel 2026, l’Agenzia delle Entrate incrocia le foto dei cantieri (spesso prese da droni o satelliti) con le dichiarazioni fiscali. Non dichiarare mai il falso sulla fine lavori solo per “salvare” un bonus: il rischio di una sanzione del 200% più interessi è troppo alto.

6. Il fattore “Case Green”: Uno sguardo al futuro

Vale la pena fermarsi un attimo a riflettere sul perché i bonus sono cambiati. L’Europa ci chiede case più efficienti (Direttiva EPBD). Se i tuoi lavori sono fermi perché hai deciso di cambiare caldaia o infissi all’ultimo momento, potresti rientrare in nuovi regimi agevolati che lo Stato italiano sta mettendo a punto per chi raggiunge il salto di due classi energetiche.

Invece di rincorrere il vecchio bonus ristrutturazioni al 36%, verifica con un termotecnico se il tuo intervento può essere “riqualificato” come efficientamento energetico pesante. A volte, cambiando la dicitura della pratica e puntando su materiali più isolanti, si può accedere ad aliquote leggermente superiori o a finanziamenti a tasso agevolato garantiti dallo Stato per la transizione green.

7. Consigli pratici per chi vive nel cantiere

Vivere tra calcinacci e polvere mentre si combatte con i conti correnti è stressante. Ecco alcuni consigli “umani” per sopravvivere:

  • Stanza “Sanctuary”: Cerca di ultimare perfettamente almeno una stanza della casa. Deve essere il tuo rifugio pulito dove la ditta non può entrare. Ti servirà per mantenere la salute mentale.
  • Contabilità separata: Apri un foglio Excel o usa un quaderno dedicato solo alle spese della casa. Ogni scontrino, ogni fattura, ogni bonifico deve essere archiviato lì. Nel 2026, in caso di controlli, la velocità con cui fornisci i documenti fa la differenza tra un controllo rapido e un accertamento infinito.
  • Comunicazione costante: Non mandare solo messaggi WhatsApp alla ditta. Una telefonata a settimana o un sopralluogo del sabato mattina sono essenziali. La ditta tende a privilegiare i clienti “più presenti”.

8. Riepilogo dei Bonus 2026 (Cosa fare nel concreto)

Se il tuo cantiere è aperto oggi, ecco la tua tabella di marcia:

  1. Pagamenti effettuati nel 2025: Portali in detrazione al 50% (o 65%) nella dichiarazione dei redditi di quest’anno.
  2. Pagamenti da effettuare nel 2026: Preparati a detrarre il 36% su un massimo di 48.000 euro.
  3. Fatture in acconto: Se la ditta ti chiede un acconto per materiali non ancora arrivati, assicurati che la fattura descriva dettagliatamente i beni acquistati per evitare contestazioni.
  4. Fine lavori: Non appena il cantiere chiude, fatti rilasciare il certificato di collaudo e la dichiarazione di conformità degli impianti. Sono documenti vitali per vendere o affittare la casa in futuro.

Tabella: Strategia Risparmio Casa 2026

ProblemaConseguenza FiscaleSoluzione Pratica
Lavori pagati nel 2026Detrazione scende al 36%Ricalcolare il budget e tagliare il superfluo
Tetto di spesa superato (48k)Eccedenza non detraibileDividere i lavori in lotti funzionali se possibile
Ditta in ritardo colpevolePerdita incentivo maggioreRichiesta sconto compensativo su saldo finale
Mobili acquistati prima della CILADetrazione negataSpostare data acquisto o fattura dopo inizio lavori

📢 LA TUA CASA È ANCORA UN CANTIERE?

Cari amici di Questioni Facili, so che molti di voi stanno vivendo settimane di ansia. La casa è il progetto di una vita e vederlo ostacolato dalla burocrazia o da ditte poco serie fa male. Vi è capitato che i lavori si fermassero proprio a ridosso delle feste? Come state gestendo il rapporto con l’architetto?
Scrivetemi nei commenti la vostra storia. Leggo ogni singolo messaggio e cerco di darvi consigli basati sull’esperienza reale di chi, come voi, combatte ogni giorno per avere finalmente le chiavi della propria casa dei sogni. La vostra testimonianza può essere la luce in fondo al tunnel per un altro lettore.


NOTA: Le informazioni contenute in questo articolo sono aggiornate a gennaio 2026 e fornite a scopo puramente divulgativo. La normativa fiscale italiana è soggetta a frequenti modifiche e interpretazioni tramite Circolari dell’Agenzia delle Entrate. Si raccomanda vivamente di sottoporre la propria documentazione a un professionista abilitato (commercialista o tributarista) prima di procedere a dichiarazioni fiscali o pagamenti rilevanti. La redazione non si assume responsabilità per decisioni prese sulla base di questi testi senza consulenza specifica.


Non mollate, la vostra casa nuova è più vicina di quanto sembri. Un abbraccio, Giulia Moretti.

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