L’azienda non ti paga il TFR? Ecco come recuperare la tua liquidazione nel 2026

Data: 31 Dicembre 2025 | Categoria: Burocrazia | Autore: Luca Ferri

Vediamo cosa succede nel concreto quando, dopo anni di sacrifici, il rapporto di lavoro si interrompe e scopri che la “liquidazione” non arriva. Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è un tuo diritto sacrosanto, sono soldi che hai già guadagnato mese dopo mese e che il datore di lavoro ha accantonato per te. Eppure, quando un’azienda è in crisi o, peggio, sull’orlo del fallimento, il TFR diventa spesso l’ultimo dei pensieri del titolare. Molti sottovalutano questo punto, pensando che se l’azienda chiude, i soldi siano persi per sempre. La verità è che lo Stato ha creato uno scudo per proteggerti.

In questa guida analizzeremo come muoverti se i tuoi solleciti cadono nel vuoto, come attivare il Fondo di Garanzia dell’INPS e quali sono i tempi reali per riavere sul conto corrente quello che ti spetta.

1. Quando scatta il ritardo? I tempi del contratto

Prima di agire, bisogna capire se l’azienda è davvero in difetto. Molti pensano che il TFR debba arrivare il giorno stesso delle dimissioni o del licenziamento. In realtà, ogni Contratto Collettivo (CCNL) ha le sue regole. Solitamente il datore di lavoro ha dai 30 ai 60 giorni di tempo per liquidare le competenze.

Se questo termine scade e non hai ricevuto nulla, il primo passo non è l’avvocato, ma un sollecito scritto. In pratica, devi inviare una PEC o una raccomandata con ricevuta di ritorno. Serve a “mettere in mora” l’azienda e a creare una prova legale che ti servirà in seguito. Se il titolare ti risponde con “non ho soldi ora, aspetta”, non fermarti: la tua priorità è proteggere il tuo credito prima che sia troppo tardi.

2. L’azienda è fallita o sta chiudendo? Non tutto è perduto

Se l’azienda viene dichiarata fallita (o entra in una procedura di liquidazione giudiziale), la situazione sembra disperata, ma tecnicamente è il momento in cui i tuoi soldi diventano più sicuri. Perché? Perché entra in gioco il Fondo di Garanzia INPS.

Il Fondo di Garanzia è una sorta di assicurazione statale che interviene proprio quando il datore di lavoro non può pagare. Lo Stato anticipa i soldi a te e poi si rifà sull’azienda (o su quello che resta). Molti temono che la burocrazia sia infinita, ma nel 2026 le procedure sono state snellite: una volta che il tuo credito è stato riconosciuto dal tribunale (nello “stato passivo”), l’INPS ha l’obbligo di pagarti entro tempi certi.

3. La procedura per attivare il Fondo di Garanzia INPS

Ecco i passaggi burocratici esatti da seguire se l’azienda è insolvente:

  1. L’insinuazione al passivo: Se c’è un fallimento, devi chiedere al tribunale di inserirti tra i creditori. È un passaggio che solitamente richiede l’aiuto di un sindacato o di un legale, ma è essenziale.
  2. La domanda all’INPS: Una volta che il giudice ha confermato che l’azienda ti deve quei soldi, puoi fare domanda online sul sito dell’INPS.
  3. Cosa copre il Fondo: Il Fondo paga il 100% del TFR maturato e le ultime tre mensilità di stipendio (se non ti sono state pagate), entro certi massimali.
  4. I tempi: Dalla domanda, l’INPS ha solitamente 60 giorni per istruire la pratica e disporre il bonifico. In pratica, dall’inizio della crisi al bonifico possono passare diversi mesi, ma hai la certezza matematica che quei soldi arriveranno.

4. E se l’azienda non è fallita ma semplicemente non paga?

Questo è il caso più fastidioso. L’azienda è aperta, lavora, ma ignora i tuoi messaggi. In questo caso non puoi andare subito all’INPS. Devi prima tentare un’esecuzione forzata.
In pratica, devi ottenere un “decreto ingiuntivo” dal giudice del lavoro e provare a pignorare il conto corrente o i beni dell’azienda. Solo se dimostri che l’azienda non ha nulla da pignorare (verbale di pignoramento negativo), allora puoi bussare alla porta dell’INPS. È una strada più lunga, ma è l’unico modo per sbloccare il Fondo di Garanzia se l’azienda è ancora formalmente “in vita”.

5. TFR in azienda o nel Fondo Pensione?

Un piccolo appunto per il futuro. Chi ha scelto di lasciare il TFR in azienda è più esposto a questi rischi burocratici. Chi invece lo ha destinato a un fondo pensione di categoria o privato, ha i soldi già “fuori” dal perimetro aziendale. In caso di crisi dell’azienda, i soldi nel fondo pensione sono intoccabili e già pronti per essere riscossi secondo le regole del fondo stesso. Valuta bene questo punto se inizi un nuovo lavoro: la sicurezza dei propri risparmi viene prima di tutto.


Tabella: I passaggi del recupero TFR

FaseCosa fareTempi indicativi
SollecitoInvio PEC o Raccomandata A/RSubito dopo la scadenza CCNL
Azione LegaleDecreto ingiuntivo tramite legale/sindacato2-4 mesi
InsinuazioneDomanda in Tribunale (se fallita)Dipende dai tempi del tribunale
Domanda INPSRichiesta al Fondo di GaranziaDopo decreto o fallimento
PagamentoBonifico sul tuo conto60 giorni dalla domanda INPS

In sintesi

  • Il TFR non si perde mai: se l’azienda non paga, interviene lo Stato (INPS).
  • Invia sempre una PEC di sollecito formale non appena scadono i termini del contratto.
  • Se l’azienda fallisce, devi insinuarti al passivo per certificare il tuo credito.
  • Il Fondo di Garanzia copre il TFR e le ultime 3 buste paga insolute.
  • Armati di pazienza: la procedura è sicura ma richiede diversi passaggi burocratici.

Disclaimer: Le procedure di recupero crediti da lavoro possono essere complesse. Luca Ferri fornisce una panoramica degli scenari possibili; si raccomanda vivamente di rivolgersi a un ufficio vertenze sindacale o a un avvocato giuslavorista per la gestione della pratica legale.

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