Categoria: Burocrazia → Lavoro
Autore: Molteni C.
Data: 19 gennaio 2026
Introduzione
Perdere il lavoro è già una botta.
Ma quello che molti scoprono troppo tardi è che il vero danno spesso non lo fa il licenziamento, lo fanno le decisioni prese subito dopo.
Nei primi mesi senza lavoro si commettono errori quasi automatici. Errori comprensibili, umani, ma che possono costarti tempo, denaro e opportunità.
Il problema è che mentre li fai ti sembrano scelte sensate. Solo dopo capisci che ti hanno rallentato.
Questo articolo serve a una cosa sola: farti evitare quegli errori.
L’errore più grande: muoversi per paura
Quando perdi il lavoro, la paura prende il comando.
Paura di restare fermo, di sembrare improduttivo, di “non fare abbastanza”.
È da lì che nasce la corsa a:
- inviare curriculum a raffica
- accettare colloqui senza criterio
- dire sì a qualsiasi proposta
Il punto è questo: muoversi tanto non significa muoversi bene.
Agire solo per togliersi l’ansia di dosso spesso porta a scelte che, nel medio periodo, peggiorano la situazione.
Accettare il primo lavoro “per sicurezza”
Questo è uno degli errori più diffusi.
Ti dici: “Intanto accetto, poi vedrò”.
Peccato che quel “poi” spesso non arrivi mai.
Un lavoro accettato per paura:
- ti toglie energie
- ti lascia poco tempo per cercare altro
- ti fa sembrare meno disponibile
- abbassa il tuo potere contrattuale
Dopo qualche mese sei di nuovo insoddisfatto, ma ora sei stanco e incastrato.
E uscire è più difficile di prima.
Sparare CV ovunque senza una direzione
Inviare decine di curriculum sembra una strategia.
In realtà, spesso è solo un modo elegante per perdere tempo.
CV identici mandati a:
- settori diversi
- ruoli incompatibili
- aziende a caso
producono due risultati:
- poche risposte
- molta frustrazione
E quando arrivano risposte, spesso non sai nemmeno perché hai mandato quel CV.
Questo ti mette subito in posizione debole.
Meglio pochi invii mirati, fatti con un’idea chiara, che decine di candidature casuali.
Spendere soldi “per ripartire”
Altro errore classico:
appena perdi il lavoro, qualcuno ti propone:
- corsi
- consulenze
- percorsi di riqualificazione
- coaching motivazionale
Il problema non è che siano sempre inutili.
Il problema è farli senza sapere dove stai andando.
Spendere soldi quando:
- non hai un obiettivo chiaro
- non sai se quel settore ti serve davvero
- sei sotto pressione
è uno dei modi più rapidi per bruciare risorse preziose.
Prima la direzione.
Poi, eventualmente, gli strumenti.
Ignorare la parte economica “per non pensarci”
Molti evitano di guardare i conti perché fanno paura.
Ma ignorarli non li fa sparire.
Non sapere:
- quanto puoi reggere
- che spese puoi ridurre
- che tutele hai
ti costringe a decisioni affrettate.
Chi non fa ordine nei numeri:
- accetta lavori sbagliati
- rinuncia a diritti
- vive in emergenza continua
E l’emergenza è il terreno ideale per fare errori.
Pensare che “tanto qualcosa salta fuori”
È una frase che tranquillizza sul momento.
Ma senza un minimo di struttura, spesso non è vera.
Le opportunità non “saltano fuori” da sole.
Arrivano quando:
- sei posizionato bene
- sai cosa stai cercando
- non sei disposto ad accettare qualsiasi cosa
Aspettare passivamente non è strategia.
È solo rimandare il problema.
Isolarsi (o ascoltare troppe voci)
C’è chi non parla con nessuno.
E c’è chi ascolta chiunque.
Entrambe le cose sono pericolose.
Chi si isola:
- perde prospettiva
- si carica tutto addosso
Chi ascolta troppe opinioni:
- si confonde
- cambia idea ogni settimana
- non decide mai
In questa fase serve poche informazioni buone, non cento pareri.
Cosa fare invece (senza farsi fregare)
Dopo aver perso il lavoro, la priorità non è “ripartire subito”.
È non peggiorare la posizione di partenza.
Questo significa:
- rallentare quel tanto che basta
- fare ordine nei numeri
- scegliere una direzione principale
- evitare scelte irreversibili
È meno spettacolare, ma molto più efficace.
Come prosegue questa serie
Nel prossimo articolo affrontiamo il problema più concreto di tutti:
come reggere economicamente i primi mesi senza stipendio, senza bruciare tutto e senza farsi prendere dal panico.
Poi entreremo nel dettaglio di NASpI, ricerca lavoro, lavori ponte e scelte di medio periodo.
Un passo alla volta, senza scorciatoie.
In sintesi
Perdere il lavoro non ti rovina.
Gli errori fatti dopo sì.
Se eviti quelli giusti:
- risparmi tempo
- risparmi soldi
- riparti meglio
E questo, nei periodi difficili, fa tutta la differenza.