Cassa Integrazione nel 2026: cosa succede al tuo stipendio e come gestire le rate

Data: 31 Dicembre 2025 | Categoria: Burocrazia | Autore: Luca Ferri

Vediamo cosa succede nel concreto quando entri in ufficio o in fabbrica e ti comunicano che l’azienda ha attivato la Cassa Integrazione (CIG). La prima sensazione è di incertezza: “Perderò il posto?”, “Quanto prenderò a fine mese?”. Molti sottovalutano questo punto, ma la Cassa Integrazione non è un licenziamento, è una sorta di “cuscinetto” che lo Stato offre alle imprese in difficoltà per evitare di mandare a casa le persone. Eppure, per chi la vive, è un momento di forte stress economico e psicologico.

In questa guida non useremo termini tecnici da consulente del lavoro, ma vedremo passaggio dopo passaggio come cambiano le tue entrate, quali sono i tuoi diritti e, soprattutto, come fare in modo che questa situazione non mandi in fumo i tuoi risparmi e la gestione della tua casa.

1. Ordinaria o Straordinaria? Capiamo la differenza senza mal di testa

Spesso senti parlare di CIG “ordinaria” o “straordinaria”. Molti fanno confusione, ma la differenza è fondamentale per capire quanto durerà il tuo periodo di incertezza.

In pratica, la CIG Ordinaria scatta quando c’è un evento temporaneo e passeggero: un calo improvviso di ordini, un guasto ai macchinari o persino il maltempo che blocca un cantiere. È una situazione che dovrebbe risolversi in tempi brevi.
La CIG Straordinaria, invece, viene usata quando i problemi sono più seri: una riorganizzazione aziendale profonda o una crisi di settore che richiede tempo per essere superata. Sapere in quale delle due ti trovi ti aiuta a pianificare il tuo futuro: la prima è un “pit stop”, la seconda è una “sosta lunga”.

2. Il calcolo della busta paga: la verità sul “taglio”

Questo è il punto che scotta di più. Molti pensano: “Prenderò l’80% dello stipendio”. La verità è un po’ diversa e bisogna stare molto attenti ai calcoli.

Sì, la legge parla dell’80% della retribuzione globale, ma esiste un massimale mensile stabilito dall’INPS ogni anno. In pratica, se hai uno stipendio molto alto, non prenderai l’80% del tuo lordo, ma l’80% fino a un tetto massimo che solitamente si aggira intorno ai 1.300-1.400 euro lordi.
Questo significa che se sei abituato a una busta paga netta di 1.800 euro, potresti ritrovarti con poco più di 1.100 euro. È un taglio netto che va affrontato subito, prima di trovarsi con il conto in rosso a metà mese. Inoltre, ricorda che sulla Cassa Integrazione non maturano (o maturano solo in parte) i ratei di tredicesima, quattordicesima e ferie. Vediamo cosa succede nel concreto: a fine anno avrai meno soldi “extra” del solito.

3. Pagamento diretto o in busta paga?

Ci sono due modi in cui puoi ricevere i soldi:

  1. Anticipo dal datore di lavoro: L’azienda ti paga regolarmente e poi si fa rimborsare dall’INPS. È la situazione migliore perché i tempi sono quelli del tuo stipendio normale.
  2. Pagamento diretto dall’INPS: Se l’azienda è in grave crisi finanziaria, i soldi te li manda direttamente l’INPS. Molti sottovalutano questo punto, ma i tempi dell’istituto possono essere biblici. Non è raro aspettare due o tre mesi per il primo pagamento. Se sai che il pagamento sarà diretto, devi attivare subito il tuo “piano di emergenza” per coprire le spese fisse dei primi mesi.

4. Mutuo e Cassa Integrazione: come difendersi

Come abbiamo accennato nell’articolo principale sui mutui, la Cassa Integrazione ti dà un potere legale importante: la possibilità di sospendere le rate della prima casa.

Il Fondo Gasparrini non è solo per chi viene licenziato. Se sei in Cassa Integrazione per un periodo di almeno 30 giorni consecutivi (anche se a zero ore), hai diritto a chiedere la sospensione del mutuo.
Questo è un passaggio fondamentale: se vedi che il tuo stipendio cala drasticamente, non aspettare di finire i risparmi. Vai in banca con il documento che attesta la messa in cassa integrazione e chiedi la sospensione. Ti permetterà di tenere quei 500 o 600 euro al mese per la spesa e le bollette mentre aspetti che la situazione aziendale si chiarisca.

5. Posso lavorare mentre sono in Cassa?

Questa è una domanda che capita a molti. Se sei a “zero ore” (ovvero non vai proprio al lavoro), puoi intraprendere un’altra attività lavorativa, ma devi comunicarlo preventivamente all’INPS.
Attenzione però: se il nuovo lavoro ti paga più della cassa, l’indennità viene sospesa. Se invece è un lavoretto saltuario che ti paga poco, potresti cumulare i redditi fino a una certa soglia. In pratica, non farlo mai “in nero” o senza avvisare: i controlli incrociati oggi sono automatici e rischieresti di dover restituire tutto quello che hai percepito, oltre a sanzioni pesanti.


Tabella: Cosa cambia per te in CIG

AspettoCosa succedeImpatto economico
Stipendio80% della paga (con massimale)Calo del 20-40% del netto
Ratei (Ferie/13esima)Maturano proporzionalmente alle ore lavorateMeno soldi a Natale/Estate
MutuoPossibilità di sospensione (Fondo Gasparrini)Risparmio immediato sulla rata
ContributiCoperti da contribuzione figurativaLa pensione non si ferma

In sintesi

  • La Cassa Integrazione riduce il tuo stipendio reale a causa dei massimali INPS.
  • Se il pagamento è diretto dall’INPS, preparati a ritardi di 2-3 mesi.
  • La CIG è una condizione valida per sospendere le rate del mutuo sulla prima casa.
  • Controlla sempre se sei in CIG Ordinaria o Straordinaria per capire le prospettive di rientro.
  • Non accumulare altri lavori senza averlo comunicato all’INPS: rischi revoche e multe.

Disclaimer: Le normative sulla CIG possono variare in base ai decreti d’urgenza e ai settori merceologici. Luca Ferri fornisce una guida basata sulle regole generali del 2026; si raccomanda di consultare il proprio rappresentante sindacale o un consulente del lavoro per i dettagli del proprio CCNL.

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