Data: 18 Gennaio 2026 | Categoria: Casa e Lifestyle | Autore: Molteni C.
L’altro giorno parlavo con un mio vicino, uno di quelli che sta sempre col naso tra le bollette per capire dove scappa il centesimo. Mi fa tutto fiero: “Cristiano, io mica sono scemo, appena esco di casa metto il termostato a zero. Perché dovrei regalare gas a quelli della compagnia mentre sono in ufficio?”. Ecco, il punto è proprio questo. C’è questa idea, che ormai è diventata una specie di dogma, che se la caldaia è spenta, il risparmio è assicurato. Ma molti sottovalutano un aspetto fondamentale della questione. La verità è questa: nel 2026, con i costi che ci ritroviamo e il modo in cui sono fatte le nostre case, fare “on e off” col riscaldamento è spesso il modo più rapido per trovarsi un salasso in fattura a fine mese.
Non è che voglio fare il professore, ma qui bisogna guardare alla realtà delle cose e non alle leggende metropolitane. Se pensi di fare il furbo spegnendo tutto, potresti scoprire che la tua caldaia, la sera, si vendicherà chiedendoti il doppio degli interessi.
Il grande equivoco del “ripartire da zero”
Avete presente quando cercate di far partire un’auto vecchia rimasta ferma al gelo? Per i primi metri devi spingere come un matto, il motore urla e consumi un sacco di benzina. Una volta che sei a 50 all’ora, però, ti basta sfiorare il pedale per andare avanti. Con la casa è la stessa identica cosa. Se spegni tutto per dieci ore, le pareti diventano dei blocchi di ghiaccio. L’aria diventa umida. Quando torni alle sei di sera e vuoi i tuoi meritati 20 gradi, la caldaia deve fare uno sforzo disumano.
Deve pompare acqua bollente per ore solo per vincere il gelo dei muri. In quella fiammata serale, spesso bruci molto più gas di quello che avresti consumato lasciando l’impianto a un regime minimo e costante. Risultato? Resti col cappotto in salotto per due ore e paghi pure di più. Una beffa che nel 2026 non possiamo più permetterci.
La nostra opinione: la strategia del “minimo sindacale”
Qui a Questioni Facili non ci piacciono le soluzioni da manuale, ci piace quello che funziona. E la nostra opinione, basata su quello che vediamo succedere nelle case vere, è che la casa non debba mai “morire” di freddo. Tenere il termostato sui 16 o 17 gradi mentre non ci siete non è uno spreco. È una forma di protezione.
Mantenere quel “tiepido” costante evita che si crei condensa dietro gli armadi (ciao ciao muffa) e soprattutto permette alla caldaia di riportare la casa a temperatura in quindici minuti senza sforzi inutili. In pratica, se lo scarto tra quando sei fuori e quando sei in casa supera i 3 o 4 gradi, la tua bolletta sta già iniziando a soffrire. Il punto di equilibrio nel 2026 è lo scarto minimo: 2 gradi di differenza sono il numero magico.
Termovalvole e stanze “fantasma”
Un’altra cosa che mi fa impazzire è quando vedo la gente che chiude del tutto i termosifoni nelle stanze che non usa, ma lascia le porte aperte. È un errore classico. Il calore, per sua natura, cerca di andare dove fa freddo. Se scaldi il corridoio ma tieni spento in camera da letto e la porta è spalancata, la caldaia lavorerà come una matta per scaldare entrambi gli ambienti attraverso un solo termosifone.
Se vuoi davvero risparmiare in una stanza che non usi, chiudi la valvola sul numero 2 (così non gela) ma, per l’amor di Dio, tieni quella porta chiusa! Altrimenti stai solo svuotando il mare con un secchiello bucato.
I dettagli che nessuno ti dice (e che non costano un euro)
Spesso cerchiamo la soluzione tecnologica costosa quando abbiamo il problema sotto il naso. Ecco un paio di dritte “sporche” ma che funzionano:
- Le tapparelle sono i vostri migliori amici: Appena il sole tramonta, giù tutto. Le tapparelle creano un cuscinetto d’aria che protegge il vetro. È come mettere un doppio cappotto alla finestra.
- Tappeti ovunque: Sembra una cavolata, ma isolare il pavimento con dei tappeti pesanti riduce quella sensazione di freddo che ti spinge ad alzare il termostato di un grado. E un grado in meno sono circa l’8% di risparmio in bolletta.
- Liberate i termosifoni: Se ci mettete sopra l’umidificatore, il copritermosifone di legno della nonna o peggio le tende pesanti, state strozzando il caldo. Il calore deve girare. Non mettetegli le manette.
Tabella: Spegnere tutto vs Mantenimento (Dati 2026)
| Comportamento | Stato della casa | Impatto reale sul portafoglio |
|---|---|---|
| Spento totale (8-10h) | Pareti gelide e umidità | Picco serale di consumo (+30%) |
| Mantenimento a 17°C | Struttura tiepida | Consumo regolare e basso (Consigliato) |
| Temperatura fissa a 21°C+ | Comfort alto ma inutile | Spreco costante (+10% a grado) |
| Valvole a 2 e porte chiuse | Isolamento stanze | Risparmio localizzato intelligente |
📢 TU COME TI REGOLI?
Io ne sento di tutti i colori: chi giura di aver risparmiato una fortuna spegnendo tutto e chi invece ha visto la caldaia esplodere (metaforicamente) per lo sforzo serale. Voi che prove avete fatto quest’inverno? Avete notato differenze reali quando arriva quel “pezzo di carta” della fattura a fine mese?
Diteci la vostra nei commenti. In un momento in cui scaldarsi costa quanto un viaggio, scambiarsi qualche dritta pratica tra gente normale è l’unico modo per non farsi spennare.
L’esperienza di chi ci sbatte la testa conta più di ogni teoria.
NOTA : Questo articolo riflette analisi pratiche e opinioni personali basate sulle comuni tecnologie di riscaldamento del 2026. L’efficienza dipende da troppi fattori (infissi, isolamento, zona geografica) per dare una regola valida al 100% per tutti. Consultate sempre un tecnico termoidraulico per la manutenzione obbligatoria e per la taratura del vostro impianto specifico.
Teniamo caldo il cuore e protetto il portafoglio. Un saluto, Molteni C.