Bollette “gonfiate”: La guida per contestare i consumi stimati e non farsi raggirare

Data: 16 Gennaio 2026 | Categoria: Burocrazia / Risparmio | Autore: Molteni C.

In pratica, succede questo: apri la bolletta e, invece dei soliti 80 o 90 euro, ne trovi 450. Ti prende un colpo, controlli le voci e leggi la parola magica: “Consumi stimati”. Molti sottovalutano questo punto, pensando che sia un errore del contatore o che, semplicemente, abbiano consumato di più senza accorgersene. La verità è questa: nel 2026, nonostante i contatori dovrebbero essere tutti “intelligenti” e teleletti, i fornitori continuano spesso a fatturare sulla base di stime statistiche che non tengono conto della tua vita reale.

In questo nostro incontro, vorrei spiegarvi con calma come leggere queste carte, come distinguere un errore da un sopruso e, soprattutto, quali sono i passi precisi da fare per riavere i propri soldi o, meglio ancora, non farseli togliere dal conto corrente.

1. Perché arrivano ancora le “stime” nel 2026?

Sembra un paradosso tecnologico, vero? Abbiamo tutti (o quasi) i contatori di nuova generazione, quelli che dovrebbero comunicare ogni secondo quanto stiamo consumando. Eppure, il problema persiste.
Spesso accade che ci siano “buchi” nella comunicazione tra il distributore (chi gestisce i fili e i tubi) e il fornitore (chi ti vende l’energia). In mancanza del dato reale, il fornitore applica una stima basata sui tuoi consumi storici o su profili standard. Il problema è che queste stime sono quasi sempre al rialzo. Nel 2026, non è raro che vengano fatturati consumi basati su una famiglia di quattro persone quando magari in casa ne è rimasta solo una.

2. Il primo passo: Verificare la fattura (Senza farsi prendere dal panico)

La prima cosa da fare, con un paio di occhiali e un po’ di pazienza, è guardare la sezione “Dettaglio Consumi”.

  • Consumo Rilevato/Effettivo: È il dato sacro. Significa che il contatore ha parlato con il fornitore. Se la cifra è alta qui, purtroppo avete consumato davvero.
  • Consumo Stimato: Qui nasce il problema. Se vedete questa voce, significa che il fornitore ha “tirato a indovinare”.
    Andate subito al vostro contatore (luce o gas) e segnatevi i numeri neri. Se il numero sul contatore è inferiore a quello “stimato” in bolletta, avete in mano la prova dell’errore. State pagando per energia che non avete ancora utilizzato: state, in pratica, facendo un prestito senza interessi alla compagnia energetica.

3. Come bloccare il pagamento: Il reclamo formale

Molti commettono l’errore di chiamare il call center, lamentarsi con l’operatore di turno e pensare che la cosa sia risolta. Non è così. Nel 2026, le parole volano, ma i Reclami scritti restano.
Se avete la domiciliazione bancaria e la bolletta è palesemente sbagliata, il mio consiglio è di revocare temporaneamente l’autorizzazione al pagamento (potete farlo dall’app della vostra banca) per la specifica bolletta, ma solo dopo aver inviato il reclamo.

Come scrivere il reclamo:
Dovete inviare una Raccomandata A/R o una PEC (Posta Elettronica Certificata) all’indirizzo che trovate solitamente nell’ultima pagina della bolletta sotto la voce “Reclami”.
Nella lettera dovete scrivere:

  1. I vostri dati e il numero cliente (o codice POD/PDR).
  2. Il numero della fattura contestata.
  3. L’autolettura reale rilevata al momento.
  4. La richiesta esplicita di ricalcolo della fattura in base ai consumi effettivi.

Il fornitore ha l’obbligo di rispondervi entro 30 giorni. Se non lo fa, scattano persino degli indennizzi a vostro favore.

4. La “Prescrizione Biennale”: Un diritto da non dimenticare

Un problema molto comune nel 2026 riguarda i maxiconguagli che arrivano dopo anni di silenzio. Magari vi chiedono oggi i soldi del 2023.
Dovete sapere che dal 2020 vige la Prescrizione Breve di 2 anni. Se vi chiedono pagamenti per consumi risalenti a più di due anni fa, avete il diritto di non pagare quella parte.
Attenzione però: non avviene in automatico. Dovete eccepire la prescrizione nel vostro reclamo scritto, citando la Legge di Bilancio 2018 (L. 205/17) e successive modifiche. Non permettete loro di dirvi che “ormai la fattura è emessa”: i vostri diritti non scadono per una loro lentezza amministrativa.

5. Il Conciliatore: L’arma finale se il fornitore non ascolta

Cosa succede se il fornitore risponde “No, il calcolo è giusto” nonostante le vostre prove? Non serve andare dall’avvocato e spendere cifre folli.
Nel 2026 funziona benissimo il Servizio di Conciliazione dell’ARERA (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). È una procedura gratuita che si svolge online. Un esperto imparziale metterà voi e il fornitore attorno a un tavolo virtuale e, nel 90% dei casi, si trova una soluzione che prevede lo storno dei consumi non dovuti o una rateizzazione senza interessi.

6. L’Autolettura: Il rituale che ti salva

Il mio consiglio pacato è quello di prevenire il problema. Scegliete un giorno del mese (magari il 27 o il 28) e fate l’autolettura. Inviatela tramite l’app del fornitore o via SMS al numero indicato in bolletta. Nel 2026, chi invia l’autolettura regolarmente è praticamente immune dai conguagli stimati. È una piccola seccatura di due minuti che vi risparmia giornate di mal di testa burocratico.


Tabella: Check-list per la contestazione bolletta 2026

FaseAzione da compierePerché è importante
VerificaConfronta bolletta con numeri reali sul contatoreIdentifica l’errore oggettivo
ComunicazioneInvia l’autolettura correttiva subitoTenta una risoluzione rapida
FormaleInvia Reclamo via PEC o Raccomandata A/RCrea una prova legale della contestazione
SospensioneValuta il blocco del RID bancarioEvita che i soldi escano dal conto
TutelaAccedi alla Conciliazione ARERA se il reclamo fallisceRisolve la disputa gratuitamente

📢 HAI AVUTO PROBLEMI CON BOLLETTE “PARECCHIO” STRANE?

Cari lettori, so bene quanto possa essere frustrante sentirsi impotenti davanti a un colosso dell’energia. Vi è mai capitato di ricevere un conguaglio dopo anni? O forse siete riusciti a vincere una battaglia contro un fornitore che non voleva sentire ragioni?
Raccontateci la vostra storia nei commenti qui sotto. La nostra redazione verificherà i casi più eclatanti e, se necessario, vi aiuteremo a capire come muovervi per far valere i vostri diritti.
Molteni C. è qui per darvi una mano, un passo alla volta.


NOTA: Questo articolo riflette l’esperienza e le conoscenze maturate dalla nostra redazione nel settore dei consumi domestici. Tuttavia, ogni contratto ha le sue specificità. I nostri sono consigli di buon senso e di prassi burocratica, ma non sostituiscono la consulenza di un legale o di un’associazione di consumatori certificata in caso di controversie giudiziarie complesse.


Un caro saluto e che la vostra prossima bolletta sia, finalmente, giusta. Molteni C.

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