Data: 13 gennaio 2026
Categoria: Truffe Telefoniche
Autore: Luca Ferri
Il telefono squilla. Sullo schermo compare un numero che non conosci. Rispondi e una voce ti gela il sangue: è tuo figlio, tua figlia, tuo nipote. Piange, urla, dice di aver causato un incidente grave o di essere fermo in caserma.
Molti pensano: “La voce di mio figlio la riconoscerei subito.”
La realtà del 2026 è un’altra: grazie ai software di voice cloning basati su intelligenza artificiale, bastano 10–15 secondi di audio, spesso presi dai social, per creare una copia estremamente realistica della voce di chiunque.
Non è fantascienza. È cronaca quotidiana.
1. Cronaca di un inganno: i casi reali del 2025–2026
Secondo le segnalazioni raccolte dalla Polizia Postale, non si tratta più di tentativi goffi, ma di truffe studiate nei minimi dettagli.
Caso di Milano – settembre 2025
Una donna di 78 anni riceve una telefonata dal “figlio”. La voce, disperata, dice:
“Mamma, ho investito una persona. Sono in caserma. Mi serve subito una cauzione per l’avvocato o mi arrestano.”
Poco dopo, un presunto “incaricato del tribunale” si presenta alla porta. La donna consegna circa 4.000 euro tra contanti e gioielli. Scoprirà l’inganno solo la sera, quando il vero figlio rientrerà dal lavoro, ignaro di tutto.
La variante del messaggio vocale – Roma, ottobre 2025
Diversi genitori ricevono messaggi vocali su WhatsApp con la voce dei figli che chiedono un bonifico istantaneo per un’emergenza medica all’estero.
L’audio era stato estratto da storie Instagram pubblicate il giorno prima.
2. Come funziona davvero la clonazione della voce
Nel 2026 il processo è rapido e alla portata di gruppi criminali organizzati.
Gli algoritmi di deep learning analizzano:
- timbro vocale
- ritmo e pause
- inflessioni regionali
- modo di pronunciare parole emotive
Per mascherare eventuali imperfezioni, i truffatori aggiungono rumori di sottofondo: sirene, pianti, voci concitate. Tutto serve a creare panico e impedire alla vittima di ragionare.
3. La richiesta: soldi, gioielli e “cauzioni” che non esistono
Dopo il primo contatto, entra spesso in scena un finto carabiniere o avvocato.
Attenzione: in Italia non esiste alcuna cauzione in contanti da consegnare a privati o a forze dell’ordine.
Nessun carabiniere, poliziotto o tribunale chiede oro, contanti o bonifici urgenti a casa tua. Mai.
Diranno di non riattaccare e di non chiamare nessuno “per non peggiorare la situazione”. È una tecnica precisa: isolarti.
Tabella – I segnali tipici della truffa deepfake (2026)
| Segnale | Cosa significa davvero | Cosa fare |
|---|---|---|
| Voce disperata e confusa | Copre i limiti dell’IA | Fai una domanda personale |
| Urgenza estrema | Vogliono bloccare il pensiero | Prendi tempo |
| Richiesta di contanti o gioielli | Truffa certa | Non aprire a nessuno |
| Divieto di riattaccare | Isolamento della vittima | Riattacca subito |
4. La difesa più efficace: la “parola d’ordine”
Poiché l’orecchio umano non distingue più tra voce reale e clonata, serve una difesa privata.
Cosa fare:
Stabilisci con la famiglia una parola d’ordine segreta, mai pubblicata online.
Meglio se assurda o personale (es. “Pizza Ananas”, il nome di un vecchio peluche).
Come usarla:
Se ricevi una chiamata d’emergenza, chiedi:
“Qual è la nostra parola?”
Se esitano o cambiano discorso, riattacca.
Un’IA non conosce i vostri segreti familiari.
5. La regola d’oro: riattacca e richiama tu
Nel panico vale una sola regola: riattacca e richiama tu.
Usa il numero salvato in rubrica. Non premere “richiama” sulla chiamata ricevuta.
Se tuo figlio risponde tranquillamente, hai appena evitato una truffa da migliaia di euro.
📢 Segnala una truffa e aiuta gli altri
Se hai vissuto un tentativo simile o conosci una nuova variante, segnalacelo.
La redazione verificherà i casi e pubblicherà aggiornamenti per proteggere altri cittadini.
Denunciare sempre alla Polizia Postale è fondamentale per mappare i numeri e fermare questi raggiri.