Data: 7 Gennaio 2026 | Categoria: Burocrazia / Risparmio | Autore: Luca Ferri
In pratica, hai appena terminato dei lavori in casa o hai sostituito la vecchia caldaia e ora ti ritrovi con il desiderio di cambiare il divano, il letto o magari quella lavatrice che fa un rumore infernale. Molti sottovalutano questo punto, pensando che il Bonus Mobili sia un’agevolazione complessa o riservata solo a chi abbatte i muri di casa. La verità è questa: il Bonus Mobili 2026 è una delle opportunità più concrete per recuperare il 50% delle spese sostenute, ma bisogna conoscere perfettamente le “regole d’ingaggio” per non vedersi scartare la pratica dall’Agenzia delle Entrate.
In questa guida analizzeremo come trasformare i tuoi acquisti in un risparmio fiscale reale, quali elettrodomestici rientrano nel bonus e perché la data di inizio lavori è il tuo unico vero paletto burocratico.
1. Il requisito fondamentale: l’intervento edilizio
Non si può avere il Bonus Mobili “da solo”. Per legge, la detrazione spetta solo a chi ha effettuato interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Attenzione: Non serve per forza un cantiere enorme. Rientrano anche interventi di “Manutenzione Straordinaria”. Ad esempio, se hai installato una pompa di calore (come abbiamo visto nell’articolo 86) o hai sostituito la caldaia a gas con una a condensazione, hai ufficialmente diritto al Bonus Mobili.
La regola d’oro: L’acquisto dei mobili deve avvenire dopo la data di inizio dei lavori di ristrutturazione o installazione. Se compri il divano il lunedì e la CILA (o l’installazione della caldaia) parte il martedì, perdi il diritto al bonus.
2. Limite di spesa e detrazione nel 2026
Nel 2026 il tetto massimo di spesa su cui calcolare il bonus è stato stabilito dalla Legge di Bilancio.
- La detrazione: È pari al 50% della spesa sostenuta.
- Il rimborso: Ti viene restituito in 10 rate annuali di pari importo come detrazione dall’Irpef. In pratica, se spendi 5.000 euro per arredare la camera, lo Stato ti ridà 2.500 euro (250 euro all’anno per dieci anni).
- Importante: Il limite di spesa riguarda la singola unità immobiliare comprensiva delle pertinenze. Se ristrutturi due case diverse, avrai due massimali distinti.
3. Cosa puoi comprare? L’elenco “tecnico”
Non tutto quello che trovi in un negozio di arredamento è detraibile. Ecco cosa rientra ufficialmente nel Bonus Mobili 2026:
- Mobili nuovi: Letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze e materassi.
- Grandi elettrodomestici: Devono essere di classe energetica elevata per non sprecare energia. Nel 2026 i limiti sono: Classe A per i forni, Classe E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, Classe F per frigoriferi e congelatori.
- Cosa NON rientra: Porte, pavimentazioni (come il parquet), tende e altri complementi d’arredo puramente decorativi.
4. Pagamenti e Burocrazia: vietato sbagliare
Per ottenere il bonus, la tracciabilità è tutto. L’Agenzia delle Entrate non accetta scuse.
- Metodi di pagamento: Devi pagare esclusivamente con Bonifico Bancario/Postale, Carta di Credito o Carta di Debito (Bancomat). Non è ammesso il pagamento in contanti o con assegni.
- Causale del bonifico: Se usi il bonifico, assicurati di utilizzare quello specifico per le ristrutturazioni edilizie (il cosiddetto “bonifico parlante”) che include il riferimento alla legge, il tuo codice fiscale e la partita IVA del venditore.
- Documentazione da conservare: Tieni con cura le fatture d’acquisto (con la descrizione dei beni) e le ricevute di avvenuto pagamento. Ti serviranno in caso di controlli nei prossimi 10 anni.
5. Il consiglio della Redazione: la comunicazione ENEA
Molti dimenticano questo passaggio e rischiano sanzioni. Per l’acquisto di elettrodomestici (forni, lavatrici, frigo) è obbligatorio inviare una comunicazione all’ENEA tramite il portale online entro 90 giorni dall’acquisto o dal collaudo. Questa procedura serve allo Stato per monitorare il risparmio energetico ottenuto con le nuove tecnologie. Se compri solo mobili (letti o tavoli), questa comunicazione non è necessaria.
Tabella: Requisiti Classi Energetiche 2026
| Elettrodomestico | Classe Minima 2026 | Note |
|---|---|---|
| Forni | Classe A | Obbligatoria etichetta energetica |
| Lavatrici / Lavasciuga | Classe E | Verifica i consumi idrici |
| Lavastoviglie | Classe E | Risparmio acqua fondamentale |
| Frigoriferi / Freezer | Classe F | Modelli con tecnologia Inverter |
In sintesi
- Il Bonus Mobili 2026 è legato a una ristrutturazione o manutenzione straordinaria (anche solo il cambio caldaia).
- La detrazione è del 50% in 10 anni.
- Gli elettrodomestici devono rispettare le classi energetiche minime previste.
- Pagamenti solo tracciabili (Bonifico parlante o carte).
- Conserva fatture e ricevute per almeno 10 anni.
- Comunicazione ENEA obbligatoria per gli elettrodomestici.
Nota: Luca Ferri ricorda che il Bonus Mobili spetta anche se i mobili sono destinati ad arredare un ambiente diverso da quello ristrutturato, purché l’immobile sia lo stesso. Consulta sempre il tuo commercialista per la dichiarazione dei redditi.