Data: 31 Dicembre 2025 | Categoria: Burocrazia | Autore: Luca Ferri
Vediamo cosa succede nel concreto quando un lavoratore autonomo si trova ad affrontare un calo drastico delle entrate. Per anni si è detto che le Partite IVA non avessero tutele, ma dal 2024 è diventata strutturale una misura chiamata ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa). Molti sottovalutano questo punto, considerandolo un semplice “bonus una tantum”, ma la verità è che si tratta di una vera e propria forma di sostegno al reddito, una sorta di cassa integrazione dedicata esclusivamente agli iscritti alla Gestione Separata.
In questa guida analizzeremo i requisiti ferrei previsti per il 2026, gli importi reali che puoi aspettarti e la procedura corretta per non farti respingere la domanda dall’INPS.
1. Chi ne ha diritto: i requisiti del 2026
L’ISCRO non è un aiuto a pioggia; è destinata a chi vive esclusivamente del proprio lavoro autonomo e sta attraversando una crisi documentabile. Per richiederla nel 2026, devi rispettare contemporaneamente questi parametri:
- Iscrizione alla Gestione Separata: Devi essere un professionista (senza cassa previdenziale specifica) iscritto alla gestione separata INPS.
- Anzianità di Partita IVA: Devi avere la Partita IVA attiva da almeno 3 anni alla data di presentazione della domanda.
- Regolarità Contributiva: Devi essere in regola con il DURC. Se hai buchi nei pagamenti dei contributi degli anni passati, l’INPS boccerà la pratica immediatamente.
- Reddito basso: Il tuo reddito professionale dell’anno precedente non deve aver superato una soglia che per il 2026 si attesta intorno ai 12.000 euro (rivalutata annualmente).
2. Il calo del reddito: come si calcola la perdita
Questo è il passaggio burocratico dove molti si confondono. Per avere l’indennità, il tuo reddito dell’anno precedente deve essere inferiore del 50% rispetto alla media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni precedenti.
In pratica, se negli ultimi tre anni hai guadagnato in media 20.000 euro e l’anno scorso il tuo reddito è sceso a 8.000 euro, hai diritto all’aiuto. Se invece il calo è stato solo del 20% o 30%, purtroppo l’ISCRO non scatta. È una misura pensata per chi ha subito un vero e proprio dimezzamento della propria capacità di guadagno.
3. A quanto ammonta l’assegno e per quanto tempo
L’indennità ISCRO non è fissa, ma dipende dal tuo reddito dichiarato.
- L’importo: Riceverai mensilmente il 25% dell’ultimo reddito annuo dichiarato all’Agenzia delle Entrate, diviso per due.
- Limiti: Per legge, l’assegno non può essere inferiore a circa 250 euro e non può superare gli 800 euro al mese.
- Durata: Viene pagata per 6 mensilità.
Un dettaglio che molti sottovalutano: l’ISCRO non prevede l’accredito di contributi figurativi. Questo significa che mentre prendi l’aiuto, la tua futura pensione non cresce, a meno che tu non versi i contributi per conto tuo. Inoltre, l’indennità può essere richiesta solo una volta ogni tre anni.
4. L’obbligo della formazione: non è un aiuto “passivo”
Ricevere l’ISCRO comporta un dovere preciso: partecipare a percorsi di aggiornamento professionale. In pratica, lo Stato ti aiuta economicamente ma ti chiede di migliorare le tue competenze per uscire dalla crisi.
I corsi sono gestiti dalle Regioni e dai Centri per l’Impiego. Se ricevi l’assegno ma non ti presenti ai corsi obbligatori, l’INPS ha il potere di revocare il beneficio e chiederti indietro le somme già pagate.
5. Come fare domanda: i tempi tecnici
La domanda va presentata esclusivamente in via telematica attraverso il portale dell’INPS (accedendo con SPID, CIE o CNS) entro il 31 ottobre di ogni anno.
Non aspettare l’ultimo momento: la procedura richiede l’inserimento di dati fiscali precisi che devono corrispondere a quanto inviato con la dichiarazione dei redditi. Una discrepanza anche minima tra quanto dichiarato all’Agenzia delle Entrate e quanto scritto nella domanda INPS porterà al rigetto automatico della pratica.
Tabella: ISCRO in sintesi
| Elemento | Valore / Requisito |
|---|---|
| Importo Minimo | ~250 € mensili |
| Importo Massimo | ~800 € mensili |
| Durata | 6 mesi |
| Frequenza | Una volta ogni 3 anni |
| Scadenza Domanda | 31 Ottobre |
In sintesi
- L’ISCRO è la “cassa integrazione” per le Partite IVA iscritte alla Gestione Separata.
- Serve un calo del reddito del 50% rispetto alla media del triennio precedente.
- L’importo massimo è di 800 euro al mese per un semestre.
- Partecipare ai corsi di formazione professionale è obbligatorio per non perdere il beneficio.
- La regolarità dei contributi INPS (DURC) è un requisito essenziale per l’approvazione.
Disclaimer: I limiti di reddito e gli importi minimi/massimi dell’ISCRO vengono aggiornati annualmente in base all’indice ISTAT. Luca Ferri fornisce una guida basata sulle normative attuali; si consiglia di consultare il proprio commercialista per il calcolo esatto della media reddituale.
Leggi anche: Fondo Gasparrini 2026: come sospendere il mutuo senza errori
Leggi anche: Mutuo a tasso variabile che sale: la guida pratica completa per rinegoziare, surrogare o resistere
Leggi anche: Ho perso il lavoro nel 2026: la guida pratica su cosa fare nei primi 30 giorni
Leggi anche: Cassa Integrazione nel 2026: cosa succede al tuo stipendio e come gestire le rate
Leggi anche: Calo del fatturato Partita IVA: le tutele concrete per non affondare nel 2026