Ho perso il lavoro nel 2026: la guida pratica su cosa fare nei primi 30 giorni

Data: 31 Dicembre 2025 | Categoria: Burocrazia | Autore: Luca Ferri

Vediamo cosa succede nel concreto quando, da un giorno all’altro, ci si ritrova senza un impiego. Che sia per un licenziamento, per la fine di un contratto a termine o per una crisi aziendale, la sensazione iniziale è di smarrimento. Molti sottovalutano questo punto, ma i primi trenta giorni sono fondamentali per non perdere diritti economici e tutele che lo Stato mette a disposizione. Non è il momento di farsi prendere dal panico, ma di agire con metodo e ordine.

Esistono scadenze precise e passaggi burocratici che, se saltati, possono trasformare una situazione difficile in un problema molto più grave. In questa guida analizzeremo il percorso esatto da compiere, dalla domanda di disoccupazione alla gestione dei debiti in corso.

1. La NASpI: come e quando richiederla per non perdere i soldi

La prima tutela è l’indennità di disoccupazione (NASpI). Molti pensano di avere mesi di tempo per richiederla, ma la verità è che hai esattamente 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Se aspetti troppo, perdi il diritto all’assegno.

Cosa fare subito:
La domanda va fatta online sul sito dell’INPS (tramite SPID o CIE) oppure tramite un patronato. L’assegno decorre dall’ottavo giorno se fai la domanda subito, altrimenti dalla data in cui invii la richiesta.
Quanto riceverai:
L’importo è pari al 75% della tua media retributiva degli ultimi quattro anni (se inferiore a una soglia stabilita annualmente). Ricorda però che dopo il sesto mese (180 giorni), l’importo inizia a ridursi del 3% ogni mese. È un meccanismo pensato per spronarti a cercare un nuovo impiego, ma bisogna tenerne conto nel calcolo del budget familiare.

2. Lo stato di disoccupazione e il Patto di Servizio

Fare la domanda di NASpI equivale a rilasciare la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità). Questo è un passaggio che molti sottovalutano: non basta prendere i soldi, bisogna risultare “attivi”.

Entro breve verrai convocato dal Centro per l’Impiego per firmare il “Patto di Servizio Personalizzato”. Qui ti verranno proposti corsi di formazione o colloqui. Attenzione: se rifiuti senza giustificato motivo le offerte di lavoro congrue o i corsi, rischi di perdere parte dell’assegno o addirittura l’intera indennità. Lo Stato ti aiuta, ma in cambio chiede che tu sia reperibile e attivo nella ricerca.

3. Gestione dei debiti: Mutuo e Finanziamenti

Se hai un mutuo sulla prima casa, la perdita del lavoro ti dà diritto a richiedere la sospensione delle rate tramite il Fondo Gasparrini (Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa).

Vantaggi:
Puoi sospendere il pagamento per un massimo di 18 mesi. È un ossigeno vitale mentre cerchi una nuova occupazione.
Cosa fare:
Devi presentare alla tua banca la lettera di licenziamento o la prova della fine del contratto. Non aspettare di saltare la prima rata: muoviti non appena hai la lettera in mano. La banca è obbligata ad accettare se rientri nei requisiti del fondo. Lo stesso vale per molti prestiti personali: controlla se nella polizza assicurativa che hai firmato insieme al finanziamento è inclusa la clausola “Perdita Impiego”. Spesso l’assicurazione paga le rate al posto tuo per un certo periodo.

4. TFR e ultime competenze: controlla l’ultima busta paga

Quando il rapporto finisce, hai diritto a ricevere il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e le cosiddette “competenze di fine rapporto” (ferie non godute, permessi, tredicesima e quattordicesima maturate).

Molti non sanno che il datore di lavoro ha solitamente dai 30 ai 60 giorni (dipende dal contratto collettivo) per liquidare queste somme. Se l’azienda è in crisi e non paga, esiste il Fondo di Garanzia dell’INPS che interviene al posto del datore di lavoro. Non dare per persi i tuoi soldi: la procedura è burocratica ma sicura.

5. La gestione delle spese: il bilancio di emergenza

In attesa che arrivi il primo bonifico dell’INPS (che può metterci anche 45-60 giorni ad arrivare), devi attivare un piano di risparmio immediato.

  • Taglio degli abbonamenti: Tutto ciò che non è essenziale (streaming, palestre, riviste) va sospeso o cancellato.
  • Tariffe agevolate: Con l’ISEE che scenderà drasticamente a causa della perdita del lavoro, avrai diritto ai bonus sociali su luce, gas e acqua. Informati presso il tuo Comune o un CAF.
  • Spese fisse: Valuta se puoi passare a tariffe telefoniche o internet più economiche. Ogni 10 euro risparmiati oggi sono 10 euro che avrai per le emergenze domani.

Tabella: Le scadenze da non dimenticare

Entro quandoCosa fareDove
8 giorniDomanda NASpI per massima decorrenzaSito INPS / Patronato
15 giorniComunicazione alla banca per sospensione mutuoFiliale bancaria
30 giorniVerifica liquidazione ultime competenzeConsulente lavoro / Sindacato
60 giorniColloquio presso Centro per l’ImpiegoCPI di zona
68 giorniTermine ultimo assoluto per la NASpISito INPS

In sintesi

  • La NASpI va chiesta subito: non aspettare il termine dei 68 giorni.
  • La sospensione del mutuo è un diritto se perdi il lavoro: usalo subito.
  • Firma il Patto di Servizio e rimani attivo: è obbligatorio per non perdere i sussidi.
  • Controlla le polizze assicurative dei tuoi prestiti: potrebbero pagare loro le rate.
  • Riduci le spese fisse immediatamente per affrontare il periodo di latenza dei pagamenti INPS.

Disclaimer: Le informazioni qui riportate sono aggiornate alle normative 2025/2026. Luca Ferri fornisce un’analisi degli scenari, ma ogni situazione lavorativa è specifica. Si consiglia di consultare un Patronato o un consulente del lavoro per la gestione della propria pratica individuale.

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