Multe e Autovelox: ecco come capire se il verbale è regolare (e cosa fare subito)

Data: 30 Dicembre 2025 | Categoria: Burocrazia | Autore: C. Molteni

In pratica, ricevere una raccomandata verde con una multa dentro è un’esperienza che rovina la giornata a chiunque. La prima reazione è sempre la stessa: rabbia, un senso di ingiustizia e l’ansia di dover pagare cifre che spesso pesano sul bilancio familiare. Qui bisogna stare attenti, perché la verità è questa: non tutti i verbali che arrivano nelle nostre cassette delle lettere sono inattaccabili. Molte persone pagano subito per “togliersi il pensiero”, ma così facendo rinunciano al diritto di far notare errori che renderebbero quella sanzione nulla.

Non voglio darti false speranze: se hai corso troppo e il verbale è perfetto, la multa va pagata. Ma siccome le macchine e gli esseri umani sbagliano, è tuo dovere di cittadino controllare che la procedura sia stata eseguita correttamente. Vediamo quindi, senza usare termini da avvocato, come si analizza una multa e quando ha senso alzare la mano per dire che qualcosa non torna.

1. La trappola dei 90 giorni: il tempo è tuo alleato

La prima cosa che devi guardare non è l’importo, ma la data. La legge dice che il verbale deve essere notificato entro 90 giorni dal momento dell’infrazione. Molti fanno confusione: i 90 giorni non partono da quando la polizia scrive il verbale, ma da quando lo hai commesso. Se l’infrazione è del 1° gennaio e la raccomandata ti arriva il 10 aprile, quella multa è fuori tempo massimo.

C’è un piccolo dettaglio tecnico però: per l’amministrazione conta la data in cui hanno consegnato il plico alle poste, per te conta quando lo ricevi. Se vedi che siamo vicini al limite dei tre mesi, controlla bene i timbri. Ricevere una multa dopo quattro o cinque mesi è più comune di quanto pensi, specialmente nei piccoli comuni che hanno uffici intasati. In quel caso, il ricorso è quasi una formalità perché il diritto di sanzionare è semplicemente decaduto.

2. La carta d’identità dell’autovelox: l’omologazione

Qui la faccenda si fa interessante. Un autovelox non è un occhio divino infallibile, è uno strumento elettronico che sta sotto la pioggia, al sole e al gelo. Per questo motivo, deve essere controllato periodicamente. Questa procedura si chiama “taratura” e deve essere fatta almeno una volta all’anno.

La verità è questa: sul verbale deve essere scritto chiaramente quando è stata fatta l’ultima taratura e quale centro tecnico l’ha eseguita. Se questa informazione manca, o se scopri che l’ultima verifica risale a due anni fa, quella multa non ha valore legale. Lo strumento potrebbe aver misurato 80 km/h quando tu andavi a 70 solo perché un sensore era sfasato. Non è un “trucco” per non pagare, è una garanzia di precisione che ti spetta di diritto.

3. Segnaletica e visibilità: la pattuglia non può nascondersi

Un altro errore comune delle autorità è la mancanza di visibilità. La legge italiana non è fatta per fare “imboscate”, ma per prevenire gli incidenti. Per questo motivo, il cartello che avvisa della presenza dell’autovelox deve essere a una distanza congrua (solitamente almeno 250 metri sulle strade extraurbane) e, soprattutto, deve essere visibile.

Se il cartello è coperto dai rami di un albero, se è imbrattato o se è posizionato subito dopo una curva dove non puoi vederlo, la sanzione è contestabile. Inoltre, l’autovelox stesso deve essere ben visibile. Le pattuglie che si nascondono dietro i cespugli o dentro auto civetta senza insegne luminose stanno commettendo un errore procedurale. La sicurezza si fa con la prevenzione, non nascondendosi per fare cassa.

4. Errori di forma: quando la fretta tradisce il comando

A volte la fretta di processare migliaia di verbali porta a errori banali ma decisivi. Controlla che il modello dell’auto sia corretto. Se hai una Fiat Panda e sul verbale c’è scritto “Fiat Punto”, quel documento è nullo perché identifica un veicolo diverso. Lo stesso vale per il numero di targa: una lettera scambiata (una “O” al posto di uno “0”) invalida tutto.

Controlla anche il luogo esatto. Se viene indicato un numero civico che non esiste o un chilometraggio errato della statale, il verbale perde la sua certezza. In pratica, se l’amministrazione non sa indicare con precisione chirurgica dove e quando è avvenuto il fatto, non può pretendere che tu ne paghi le conseguenze. Sono errori che capitano più spesso di quanto si creda, specialmente nei sistemi automatici di lettura delle targhe che possono confondere i caratteri sporchi o rovinati.

5. Fare ricorso: Prefetto o Giudice di Pace?

Se trovi uno di questi errori, hai due strade. Il ricorso al Prefetto è gratuito (paghi solo la raccomandata), ma attenzione: se lo perdi, la multa raddoppia. È una strada che ti consiglio solo se l’errore è macroscopico, come il superamento dei 90 giorni.

Il Giudice di Pace, invece, costa un contributo unificato (circa 43 euro), ma è molto più “umano” e analizza meglio le tue ragioni. Qui puoi spiegare, ad esempio, che il cartello non era visibile o che lo strumento non era tarato. In pratica, è un piccolo processo dove puoi far valere la tua voce. Prima di decidere, valuta bene il costo della multa: se la sanzione è di 42 euro, forse non vale la pena spendere tempo e soldi nel ricorso, ma se ballano centinaia di euro e diversi punti della patente, allora difendersi è un dovere.


📦 IL CONSIGLIO DI CRISTIANO: Difesa su Strada

Per evitare di finire in ansia per una multa o di dover passare ore a studiare un verbale, la strategia migliore rimane la prevenzione tecnologica e la protezione dei propri diritti mentre si è alla guida.

  • Supporto magnetico smartphone: Sembra un oggetto banale, ma la maggior parte delle multe oggi arriva per distrazione da cellulare. Con i nuovi sistemi di controllo, tenere il telefono in mano è un suicidio economico. Un supporto robusto ad altezza occhi ti permette di usare il navigatore e vedere gli avvisi sui limiti di velocità in totale sicurezza e legalità.
  • Dashcam: Questa è la tua “scatola nera” personale. In caso di contestazioni sulla velocità o sulla dinamica di un incidente, avere un video con data, ora e velocità precisa registrata dal satellite è la prova più potente che puoi presentare davanti a un Giudice.

In sintesi

  • Controlla sempre la data: la notifica deve arrivare entro 90 giorni dall’infrazione.
  • Verifica sul verbale che l’autovelox sia stato tarato negli ultimi 12 mesi.
  • La segnaletica deve essere chiara e visibile; le “imboscate” sono illegali.
  • Errori sulla targa o sul modello dell’auto rendono il verbale nullo.
  • Il ricorso è un diritto, ma va fatto con prove concrete e oggettive.

Disclaimer: Le informazioni fornite hanno scopo divulgativo e riflettono l’opinione di Cristiano Molteni sulla base dell’esperienza nel settore. Non sostituiscono il parere di un legale. Prima di intraprendere qualsiasi azione legale, si consiglia di consultare un professionista.

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